Mirko Gori conquista il settimo mondiale, giustizia fatta

Squalifica dell’avversario, trionfo a Roma per il campione spoletino

La decisione della giustizia sportiva ha ribaltato l’esito del match disputato a Roma, consegnando a Mirko Gori il suo settimo titolo mondiale di Kick Boxing. L’incontro, segnato da colpi proibiti e condotte scorrette, aveva inizialmente lasciato il campione spoletino in una situazione di incertezza, con danni alla vista e un verdetto sospeso. La revisione dei filmati ha chiarito ogni dubbio: l’avversario aveva colpito ripetutamente dietro la nuca, violando le regole fondamentali della disciplina.

La Commissione Arbitrale, insieme alla Presidenza e al Direttivo della WKO Italia, ha riconosciuto la gravità dei comportamenti e ha decretato la squalifica, assegnando ufficialmente la vittoria a Gori. Una decisione che non solo restituisce giustizia all’atleta, ma riafferma il principio cardine degli sport da combattimento: rispetto delle regole e tutela della sicurezza.

Il campione ha espresso la sua gratitudine attraverso un messaggio pubblico, sottolineando come la correttezza debba prevalere sempre sulla violenza gratuita. Ha ringraziato dirigenti, arbitri e soprattutto i sostenitori che lo hanno accompagnato in giorni di tensione e attesa. Con parole cariche di emozione, Gori ha ricordato i nomi di chi gli è stato accanto, trasformando la vittoria in un riconoscimento collettivo.

Il trionfo segna un nuovo capitolo nella carriera di un atleta che da anni difende i valori dello sport pulito, diventando simbolo di resilienza e determinazione. La conquista del settimo titolo mondiale non è soltanto un successo personale, ma un monito per l’intero movimento: la correttezza vince sempre.